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Data   Domanda
23-03-2015  
Mi chiamo Matteo e ho una questione importante da sottoporvi.
Ho un amico pompiere e qualche giorno fa ho inviato, naturalmente a sua insaputa, una mail anonima a tutti i colleghi del suo turno.
Il mio voleva essere una specie di scherzo, una provocazione, ma la cosa mi è sfuggita di mano e si è trasformato in qualcosa di complicato.
Nella mail dicevo di essere un collega che era stato a letto con una certa Francesca di loro conoscenza, che descrivevo come una gatta morta che però alla fine si era concessa e raccontavo le mie impressioni chiedendo le loro opinioni.
Non contento, ho anche inviato una seconda mail in cui davo ad intendere di aver ricevuto delle risposte da qualcuno che aveva capito chi fosse la ragazza (naturalmente non è così!).
Ammetto che si tratta di uno scherzo un po’ pesante ma, conoscendo l’ambiente da camerata, non avrei attirato l’attenzione parlando di argomenti diversi…
Volevo sollevare il polverone, immaginando che si sarebbero sprecati i commenti e i tentativi di individuare la misteriosa ragazza, per poi inviare una mail in cui dichiaravo di avere inventato tutto, dimostrando quanto male si può fare dando troppo peso ai pettegolezzi.
Purtroppo, dopo aver spedito la prima mail ho saputo dal mio amico (che mi raccontava le reazioni al messaggio) che una Francesca aveva realmente lavorato in quel turno e tutti hanno ovviamente pensato che mi riferissi a lei. Mi sono subito reso conto di aver commesso un gravissimo errore.
Non appena l’ho saputo ho inviato a tutti una mail di scuse e di smentita in cui dichiaravo che era tutto inventato, facendo presente soprattutto era inventato anche il nome della ragazza e che, avendo saputo che per coincidenza corrispondeva al nome di una ragazza realmente conosciuta da tutti, avevo inviato anche a lei personali scuse.
Ed è quello che ho fatto. Nel dubbio che qualcuno avesse pensato che parlassi di lei e le avesse inoltrato la mia mail, ho inviato prontamente a questa persona le mie personali scuse, spiegandole l’accaduto e allegando la mail di smentita inviata a tutti gli altri, così che potesse verificare che avevo dichiarato la sua completa estraneità dalla faccenda.
Le chiedevo anche di rispondermi per farmi sapere se per lei la smentita era sufficiente, o avrebbe preferito altro.
Non ho ricevuto risposta, e lo capisco. Ma adesso, non sapendo se per lei la questione si può considerare chiusa, vivo nell’ansia che lei possa aver sporto denuncia.
Potrebbe averlo fatto prima che io facessi la smentita… o magari non le importa della smentita e mi ha denunciato lo stesso…

Sono una brava persona e ho una famiglia, non avevo nessuna intenzione di denigrare qualcuno ma è successo. Sto molto male per questo e perché non so cosa mi aspetta.

Allora vi chiedo: anche se nella lettera non c’è alcun particolare che identifichi questa persona (come potrebbe? Non la conosco) a parte un generico nome di battesimo, ci sono gli estremi perché questa persona possa sporgere denuncia? E il fatto che abbia presentato pubbliche scuse e smentita (e anche private scuse) può deporre a mio favore?

Vi prego di chiarirmi in che situazione mi trovo e, se possibile, vorrei un vostro consiglio.

Cordialmente,
Matteo.
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18-03-2015  
buon giorno, da circa il 2000 ho avuto in affitto un appartamentino, il contratto veniva sempre rinnovato automaticamente fino a circa 8 mesi fa , quando mi arriva una raccomandata da parte del affittuario che mi comunicava che non intendeva piu' affittarmi l'appartamento perché voleva vendere l'intera palazzina.Io vado via ma mi accorgo circa la settimana scorsa che nell'appartamentino facevano ristrutturazione, mi chiedo allora che e' stato o riaffittato o venduto .Chiedo in tutta questa storia se io avevo un diritto di prelazione e comunque se posso chiedere un risarcimento per il disagio e le spese sostenute per andare via. grazie
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18-03-2015  
Gentile avvocato avrei bisogno di esporle un mio problema.
Nel mese di ottobre ho divorziato dal mio ex marito e il giudice ha assegnato a me la casa di sua proprietà, perché con me abita nostro figlio.
Ha detto che abbiamo diritto di rimanere lì finché mio figlio non trova lavoro e diventa economicamente e abitativamente indipendente.
Il mio ex marito mi passa un assegno di mantenimento stabilito dal giudice di € 100.
Il ragazzo che ora ha 20 anni ha trovato un lavoretto con cui guadagna circa € 500 e ha un contratto a chiamata.
Suo padre ha minacciato di mandarci via, perché vuole vendere la casa e vorrei sapere se ha diritto di farlo.
La ringrazio anticipatamente per la sua risposta
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18-03-2015  
Gentile avvocato, siamo tre sorelle e nostra madre non è più autosufficiente.
Siamo costrette a metterla in una casa di cura perché ha bisogno di assistenza 24 ore su 24.
La sua pensione però non copre l'intera retta mensile richiesta.
Il mio stipendio ha delle trattenute sulla busta paga e mi basta a mala pena per vivere.
La mia seconda sorella ha una casa di proprietà ma non lavora e vive con la sola pensione del marito.
La terza sorella si rifiuta di contribuire economicamente e affettivamente per quello che riguarda mia madre.
Glielo abbiamo chiesto in ogni modo ma lei ha rifiutato; inoltre se ne frega completamente della sua salute.
Preciso che lei, suo marito e suo figlio lavorano e sono economicamente benestanti.
Abbiamo chiesto se potessimo obbligarla ma ci è stato detto che non possiamo farlo in quanto non esiste una legge che ci permette di farlo.
Vorrei sapere se è realmente così e se non lo è vorrei sapere come muovermi.
La ringrazio anticipatamente e le porgo distinti saluti.
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09-03-2015  
Avvocato buonasera,
querela per diffamazione e ingiuria
Un mio ex amico vuole querelarmi, dice che gli ho dato –detto che è un nullafacente.
Assolutamente falso. Non mi permetterei mai
Ha citato dei testimoni i quali hanno negato di aver sentito proferire da me questa parola.
Come mi devo comportare?
Mi devo preoccupare, lei dico che in vita mia mai non mai preso querele/denunce

Grazie
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03-03-2015  
Buongiorno Avvocato, volevo sapere quanto può costare la divisione giudiziale dei beni ereditati per un valore di euro 50.000,00
Grazie e cordiali saluti.

Lauro
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03-03-2015  
buonasera ,ho un quesito da porle : 16 anni fa , 01/03/1999, ho preso in affitto un locale commerciale e il proprietario nel contratto di locazione(regolarmente registrato) ha inserito che : “la registrazione del presente contratto e dei rinnovi annuali verra’ fatta a esclusiva cura e spesa cel Conduttore”. Io ,non sapendo ,purtroppo,cosa diceva la legge, firmai il contratto.

Oggi ,tramite internet, ho letto che :” Nelle locazioni ad uso diverso dall’abitazione vige ancora il ferreo art.79 della Legge n.392/1978-mantenuto in vita dalla legge n.431/98-che dispone la nullita’ per le eventuali convenzioni dirette ad attribuire al locatore un vantaggio in contrasto con le singole disposizioni di legge e,quindi, anche in violazione del richiamato art.8”.



DOMANDA : posso chiedere l’annullamento del contratto in quando il “patto” e’ contrario alla legge?... Che posso fare per farmi rivalere quello che ho pagato per 16 anni?.



Resto in attesa di un suo riscontro.



Grazie.
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